232-Istrione

scritto da Iviola
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Autore del testo Iviola

Testo: 232-Istrione
di Iviola

Io sono uno psicodramma
Il mio corpo simula
Infezioni, pruriti, gonfiori 
Acne e quel che serve 
Per un cordoglio continuo. 

Di mente in mente 
Una teoria di tableaux
Tutti a tema tragedia:
È tragediografa purtroppo. 

Di attori ci sono io
Con monologhi preoccupanti
Interamente infarciti
Di quel che non so dire

E pure fiera mi piango di gesta
E giostre all'arma bianca. 

Gli altri, nei dialoghi, 
Annuiscono e mi accusano
D'essere poco addolorata 
E dolorante. 

Quelli che restano*
Sono loro. 

L'Enrico III sono io
Uno scontento di tutto 
Specialmente di sé. 
E la morte è troppo poco 
Mi merito un esilio 
Un mutilato inganno, 
Che abbandonato e solo 
È l'attore:
Una terra sterile, ostile 
E marcia. 
E così, con una bustina di lacrime, 
Resto gobba e girata 
Ad aspettare il pubblico indignato mi lasci. 

Sì, come attore valgo poco. 
E come psicodrammaturga 
Anche meno. 
Nei magazzini buste umide 
Stipate fino ai soffitti 
E scatole intere di copioni ingialliti.

232-Istrione testo di Iviola
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